UN PO' DI STORIA

 Nepal, storia del paese

Re Birendra Bir Bikram Shah Dev e regina Aishwarya, assainati nel 2001

 

La storia del Nepal è sempre stata molto legata alle leggende del panteon hinduista e buddista, re e generali, fino al secolo odierno, l'abolizione della monarchia ha aperto un nuovo capitolo, quello della democrazia che sta nascendo lentamente.

 

GLI INIZI

La storia del Nepal, come spesso avviene, si perde nei miti antichi. Il libro del Mahabaharatra per esempio racconta diversi avveninimenti svoltesi nell'Himalaya e nel Terai nepalese, dove in tempi remoti a Janakpur, città sacra, naque Sita, moglie del dio Ram, oppure sul monte Gaurishankar, dove risiedono il dio Shiva e la sua consorte Parvati. Il Nepal Purana (“libro della storia del Nepal”), e lo Swoyambhu Purana, descrivono - spesso in accordo - i vari aspetti delle origini storiche del Nepal in modo pittoresco, ma poco verificabile.

Attorno al 1.000 a.C. i Kirati (provenienti dall'Asia centrale), e di seguto i Gopala (provenienti dall'India settentrionale) invasero la valle di Kathmandu nel 450 a.C. e fondarono i primi regni, seguiti dai Licchavi ai quali vengono accreditati l'introduzione dei culti animistici della "madre terra" e i più elaborati culti filosofici dell'Hinduismo.

I Thakuri, invasero la valle nel 879 per governarla fino al 1182. Fondano la città di Kantipur (Kathmandu), introducendo il calendario del Bikram Sambat, valido ancora oggi.

 

I REGNI DEI MALLA

L'esercito dei Malla entra dal Bengala nel Nepal attorno il 1200 conquistando la valle, e convivendo con i Gutpa in simbiosi quasi perfetta, rimanendo al potere per 200 anni.

Il commercio con il Tibet, la Cina e l'India fiorisce e la maggior parte del patrimonio artistico viene attribuito al periodo dei Malla.

Nel 1349, il grande Mogul Shams Ud-Dhin invade la valle, radendo a suolo e derubando le città, i templi e i monasteri dalle loro ricchezze in oro e argento. Nel contempo, gli aristocratici Indiani fondarono piccoli regni, sparsi nel Nepal centrale (Bassi Rajas) e ad ovest (Chaubisi Raja) fuggendo dall’India verso le colline e le montagne dell’Himalaya. L'invasione di Ud-Dhin ebbe come risultato la chiusura della valle (e del Nepal) agli stranieri, con restrizione più o meno fino al 1951.

Successivamente la valle venne divisa in tre città-regni che “lottarono” fra loro, meno con le armi, ma più con l'arte: Badgaon o Bakhtapur, Patan "la città bella" e Kathmandu che controlla le carovane commerciali. In questo periodo missionari marchigiani visitarono la valle ed eressero una missione a Kathmandu. Le città della valle riprendono il loro splendore anche grazie al proficuo commercio con il Tibet e l'India.

 

LA SAGA DI PRITHVI NARAYAN SHAH

Sarà il secondo re del piccolo neo-regno di Gorkha, Prithvi Narayan Shah, ad unire in maniera "Napoleonesca" il Nepal moderno. Grande stratega e generale, conquista con i suoi soldati, gli “antenati” dei famosi Gurkha, nel 1769 la città di Kathmandu, e presto cade anche Patan, poi Bakhtapur ed infine l’ultimo bastione dei regni Malla, Kirtipur. Prithvi Narayan Shah espande ancora il suo regno oltre la valle verso est, e in seguito arriva fino all'odierno Bhutan. Viene tuttora considerato il padre della nazione. I suoi successori allargarono ulteriormente il loro regno fino al Kumagaon nell'ovest, verso Tibet a Nord e a Sud fino alla città indiana di Patna, formando per un breve tempo il “Grande Regno del Nepal”.

 

JUNG BAHADUR RANA

Un giovane ufficiale alla corte reale, Jung Bahadur Kunwar, amante della regina, sfruttando la confusione e l'instabilità presso la corte, esegue nella notte del 14 settembre 1846 un massacro devastante. Muoiono nel “massacro del Kot” oltre 200 persone del governo e della corte reale che ha richiamato per una riunione. La freddezza e il carisma di Jung Bahadur non risparmia ne parenti ne amici, caduti dalla sua simpatia.

Con intrighi e minacce riesce a procurarsi dal re, praticamente deposto e rinchiuso nel suo palazzo, il titolo di "Maharaja” ereditario e cambia il nome Kunwar nel più nobile "Rana", fondando la dinastia aristocratica con lo stesso nome e che governerà il Nepal nei successivi 104 anni. Appena dopo un anno di ascesa al potere, visita il Regno Unito e la Francia dove rimane impressionato dall'etichetta e dallo stile architettonico, copiando l'architettura e i costumi delle corti Europee, e introducendole alla corte reale Rana.

Rana e i suoi successori hanno grandi piani di espansione, invadendo territori che l'Inghilterra considerava appartenente al regno inglese. Le invasioni dei Gurkha si risolsero con battaglie furiose, e la fama dei reggimenti "Gurkha" si creò durante queste battaglie.

Nel 1934 un terremoto di scala Richter 8,1, con epicentro a 10 km a Sud dell’Everest, rade al suolo le città della valle di Kathmandu.

Nel 1947, l'anno dell'indipendenza dell'India, nella città di Patna, venne fondato il Nepali Congress, che unì le forze anti-Rana. Il governo indiano sosteneva l'opposizione e con l'aiuto dell'Ambasciata Indiana il 10 novembre 1950 il re Tribhuvan riuscii fuggire dal palazzo reale dove era rinchiuso come in una “gabbia dorata”, volando a Delhi in esilio.

 

IL RITORNO DELLA DINASTIA SHAH

La repressione del popolo da parte degli Rana induce alla ribellione contro i Rana. Gli inglesi, partiti dall'India nel 1949 e l'India democratica contro di se, creano l'atmosfera per il ritorno triumfale di re Thribuvan a Kathmandu il 9 gennaio 1951, accolto dal popolo come un grande eroe. Aprì il paese agli stranieri e permise le prime spedizioni alpine. Re Thribuvan mori nel 1955, lasciando il trono al figlio Mahendra.

Le riforme di Thribuvan portarono anche alle prime elezioni libere nel 1959 che vennero vinte dal Nepali Congress sotto B.P. Koirala, con maggioranza assoluta.

Ma già il 15 dicembre 1960, re Mahendra fece arrestare i membri del governo, accusandoli di aver portato il caos nel paese. Bandi i partiti politici e introdusse il sistema del Rastrya Panchayat.

Dopo la morte di Mahendra, nel 1975 il figlio Birendra Bir Bikram Dev Shah sale al trono. Nonostante sia molto popolare e di carattere riformatore, non riesce a riformare l'amministrazione. Si innescarono le prime proteste contro il sistema del Panchayat e nel 1979, dopo violenti scontri, si tenne nel 1981 il referendum, vinto dal re con il 55% dei voti contro la proposta di una democrazia parlamentare.

Dopo un periodo relativamente calmo fino il 1989, quando il Nepal firma un contratto di acquisizione di armi dalla R.P. della Cina e dall'India, che in seguito non rinnova il contratto di "amicizia e commercio" chiudendo tutte le frontiere con il Nepal. Era giunto "il momento" per l'opposizione politica esiliata in India.

 

1990 - LA FINE DELLA MONARCHIA ASSOLUTA

Nel febbraio del 1990, dopo mesi e mesi di embargo dall'India, iniziarono le proteste con migliaia di partecipanti nelle strade e piazze del Nepal. Queste proteste culminano il 6 aprile 1990, quando oltre 100.000 persone (alcuni stime parlaono di oltre 500.000 partecipanti) si avvicinano pericolosamente al palazzo reale e le forze di sicurezza uccidono probabilmente oltre 100 persone.

La notte del 9 aprile 1990 re Birendra dichiara la fine del sistema Panchayat, della monarchia assoluta e l'introduzione di un governo ad interim, guidato dal Nepali Congress, United Marxist Leninist Party e rappresentanti del vecchio regime, per preparare le elezioni ed una nuova costituzione per il paese. La costituzione viene redatta secondo l'esempio inglese

Nel 1991 si tennero le prime elezioni democratiche. Vince il Nepali Congress (NC). Si susseguono negli anni, governi formati da varie costellazioni: una volta i comunisti con i monarchici, un altra volta il NC con altri piccoli partiti

 

L'ESPERIMENTO CON LA DEMOCRAZIA

I partiti politici non riescono a formare un governo stabile, si immergono nella corruzione e l'abuso dei poteri. La situazione politica deteriora e nel 1994 i partiti "Maoisti" escono dal parlamento, dove costituiscono una minuscola frazione.

Presi d'assedio, formano il Partito Comunista-Maoista (Communist Party of Nepal-Maoist) e proclamano un ultimatum al governo centrale con 40 richieste minacciando la resistenza armata, se lo stesso non rispondepositivamente entro un mese. Dichiarano il 13 febbraio 1996 la "guerra popolare" contro il sistema.

Nel raggio di pochi anni la ribellione maoista raggiunge livelli non immaginati dall'elite a Kathmandu e inizia a diventare un problema serio per il paese.

 

IL MASSACRO REALE DEL 2001

Il giorno del 01 giungo 2001 rimarrà nella storia del paese, conosciuto come il giorno del massacro reale. In circostanze ancora oggi non del tutto chiarite, quasi l'intera famiglia del re Birendra Bir Birkam Shah Dev viene massacrata durante una riunione di famiglia.

La popolazione è sotto choc, senza il re sembra persa anche l’ultima possibilità di pace. Il governo impone il coprifuoco e il primo ministro G.P. Koirala viene quasi massacrato dalla popolazione infuriata. La vasta maggioranza dei maschi si rade la testa, un simbolo di lutto per la morte del proprio padre, adottato nella circostanza simbolicamente per il re come parde della nazione. Il 04 giugno 2004, il fratello di Birendra, l’allora poco popolare Gyanendra Bir Brikram Shah Dev venne proclamato nuovo re del Nepal. Cade il governo e iniziano le prime trattative con i ribelli maoisti.

 

GYANENDRA SHAH AL POTERE

Il nuovo re mette assieme i principali partiti politici per formare un governo nuovo. Ma i politici non sanno cogliere il momento e continuano a litigare per posizioni e potere, e i ribelli maoisti, nel nome della ribellione, diventano una forza opprimente per la popolazione che deve dare al "esercito popolare", cibo e soldi per sostenere la ribellione

I ribelli maoisti accordano con il governo il "cessate il fuoco" a metà gennaio 2003 che sarà mantenuto fino ad agosto dello stesso anno, quando i rappresentanti dei ribelli maoisti lasciano nuovamente le trattative, motivando con l'impossibilità di compromesso e l'inflessibilità del governo

Il 01 Febbraio 2005, re Gyanendra sospende il governo, dichiara lo stato d'emergenza e riprende il potere esecutivo, sospendendo alcuni diritti umani. Dichiara che il popolo è deluso dal comportamento dei partiti politici e dalla loro incapacità ad unire, quando il paese ne ha un grande bisogno. Promette di combattere la corruzione, l'incapacità e l'incompetenza dell'amministrazione, infiltrata da politici corrotti, di pacificare il paese e di implementare la democrazia parlamentare entro tre anni. Di fatto, l'amministrazione cambia atteggiamento, la corruzione diminuisce notevolmente nei primi mesi del suo regno e anche i maoisti sentono "l'era nuova".

 

NASCITA DELLA REPUBBLICA

 Nepal, storia del paese

Dopo i primi successi contro i ribelli maoisti e la corruzione, applauditi dal popolo, i partiti politici si riuniscono e iniziano a boicottare il governo. Il re sente il vento a suo favore e introduce una nuova legge per costringere le Onlus nazionali ed internazionali a più trasparenza, il che richiama la protesta delle organizzazioni della cooperazione. Partiti politici e molte Onlus internazionali si uniscono per isolare il governo reale nelle istituzioni internazionali.

Come ha detto un nepalese “le idee del re erano buone, ma lui era al momento sbagliato nella posizione sbagliata”. La battaglia del re contro la corruzione politica istituzionale, causa principale dei problemi del paese, gli costerà il trono.

I partiti politici iniziano manifestazioni contro il “regime” sostenuti dai governi occidentali e la cooperazione internazionale, costringendo il re a cedere il potere dopo proteste parzuialmente orchestrate il 24 aprile 2006.

I ribelli maoisti e i partiti firmano l'accordo di pace che pone termine ad ogni "attività militare" e prevede il controllo dell'ONU sulle armi, sia dei ribelli che dell’esercito.

Il parlamento dichiara l’abolizione della monarchia costituzionale il 28 maggio 2008 che viene sostituita dalla Repubblica Federale Democratica del Nepal.

IL GRANDE TERREMOTO

Il 25 aprile 2015 alle ore 11:56 un forte sisma di 7,8 sulla scala Richter porta distruzione e morte al Nepal, seguito da nummerose scosse forti e il 12 maggio un secondo terremoto di 7,3 (o 6,8 secondo altre fonti) coplisce il Nepal.

Oltre 8900 persone moriranno, 12 dei 75 distretti del paese sono colpiti, la valle di Kathmandu perde molto del partimonio storico, ma sopratutto moltissime persone hanno perso casa e spesso cari. Oltre 3 millioni di persone hanno bisogno di aiuto. Aiuto che arriva subito e in gran nummero, la notizia dei terremoti crea un ondata di grande solidarietà in tutto il mondo.

Ma quello che stupisce molti nepalesi è la grande solidarietà nel paese che sembra spazzar via ogni diferenza entica, sociale o di casta. Il paese si riunisce per dare una mano a chi ne ha bisogno, guidato da una gioventù molto attiva e unita, quasi una piccola rivoluzione culturale nel paese. 

Si stima che la completa ricostruzione durerà diversi anni.

LA NUOVA COSTITUZIONE

Dopo 8 anni di consultazioni, finalmente l'Assemblea Costituzionale riesce con 90% dei voti ad approvare il 23 settembre 2015 la nuova costituzione del Nepal.

La nuova costituzione non è completa e prevede ancora in modo indiretto discriminazioni contro le donne, che si vedono svantaggiate per cittadinanza e diritti civili. Anche nel Sud del paese da tempo protestano nel Terai gli Tharu indigeni delle giungle e sopratutto gli Madeshi, un gruppo etnico con forti legami con l'India, entrambi intensificano le proteste e scioperi.

Segue un blocco commerciale non ufficiale da parte dell'India contro il Nepal con conseguenze drammatiche per la popolazione. Mancano sopratutto gas, benzina, diesel, medicine. L'India non permette "per motivi di sicurezza" a lasciar entrare in Nepal alcun trasporto di merce, ma si sa apertamente che con l'embargo supporta la causa dei Madeshi. Da settembre 2015 a fine febbraio 2016 questa tragica crisi aumenta ulteriormente i disagi del paese e in particolare dei terremotati e la ricostruzione è praticamente ferma per ben 7 mesi.