Attira sempre : l'Everest

Attira sempre : l'Everest


Da ormai quasi cento anni l'Everest attira gli alpinisti da tutto il mondo ad iniziare con le spedizioni di George Mallory che commentò che scalerebbe l'Everest "Perché e li". Da allora molti scalatori hanno tentato di raggiungere il punto più elevato della terra. Dagli iiniziali spedizioni, che erano imprese di stampo nazionalistico, come la ben calcolata salita di Hillary e Tenzing che raggiunsero il 29 maggio del 1953 la vetta, il giorno della coronazione della regina d'inghilterra, Elisabetta II.

Le spedizioni alle vette Himalayane erano riservate a pochi, ben allenati e capaci alpinisti affinche dal cambio millennio iniziarono, anche per mancanza di sponsorizzazioni, le spedizioni commerciali con alpinisti, ma anche molti "turisti di alta quota" come vengono spesso criticato partecipanti di spedizioni commerciali, mentre sempre meno sono gli alpinisti "veri", fra loro personaggi come lo era Messner o oggi un Simone Moro.

Cosi anche quest'anno ben 376 scalatori da tutto il mondo tenteranno l'Everest dal versante nepalese e altri 170 dal versante tibetano, accompagnato da circa 370 e 180 rispettivamente Sherpa per un totale di ca. 1100 persone che popolano i campi base rispettivi sull'Everest. Fra loro, una troupe di 9 alpinisti nepalesi prepara per la maggioranza dei scalatori la via "normale" dal lato nepalese, per chi critico, una specie di "ascensore" per facilitare chi altrimenti avrebbe seri problemi di raggiungere senza corde fisse la vetta, per altri una misura importante per meglio coordinare l'afflusso concentrato in poche settimane sulla via verso la vetta in sicurezza. Simile per le vette Sisha Pangma e Cho Oyu, considerati facili 8000la e quindi molto popolari con le spedizioni commerciali.

Certo, Manaslu, Annapurna, Kanchenjunga, Makalu o il Dhaulagiri (8167 m), che vede per esempio appena 50 alpinisti, attirano molto meno, sia per il nome meno "famoso", sia perchè tecnicamente difficili.

Ueli Steck, tragicamente scomparso il 30 aprile sull'Nupste in Nepal

Ma l'Everest è il fulcro dell'attenzione e come ogni anno ci sono già vittime di questa corsa in vetta: Ueli Steck è caduto per oltre 1000 metri dai pendii del Nuptse (7861 m) durante una scalata di acclimatamento. Anche Min Bahadu Serchan, il simpatico Thakali di ben 86 (!!) anni è mancato. L'esperto alpinista scalava già nel 1960 il Dhaulagiri (8167 m) ed era da anni in perenne rivalità alpinistica con il suo ormai amico giapponese Yuichiro Miura che dal 2013 tiene il record di persona più anziana in vetta all'Everest. Serchan morì probabilmente per un infarto presso il campo base dove si preparava per la scalata (vedi anche l'articolo nel blog dedicato ai due alpinisti).

E come ogni anno puntualmente ritorna anche la questione dei rifiuti che gli alpinisti e loro team lasciano apparentemente sulle montagne, questo fa pensare come mai tutte queste persone che sempre dichiarano di amare "la montagna" producono così tanti rifiuti che nemmeno con diverse spedizioni dedicate alla pulizia sembra che si risolve il problema, nonostante sembra che migliora anno dopo anno leggermente la situazione, grazie anche alla pressione pubblica ed la crescente coscienza di molti alpinisti e organizzatori. I ghiacciai rilasciano ancora rifiuti e corpi lasciati anche decenni fa sulle vette, quando l'ecologia non era un tema per nessuno, incluso gli alpinisti. Ma ancora molti non rispettano le norme del governo che chiedono a loro di non lasciare nessuna traccia sulle montagne e di riportare almeno 8 kg di rifiuti dalle montagne.

Quest anno, il governo chiede la collaborazione ulteriore nel rimuovere i rifiuti dall'Everest, contribuisce alla pulizia mettendo a disposizione grandi sacci al campo II a quota 6400 metri, che alpinisti e Sherpa possono riempire con i rifiuti che raccoglieranno sopra il campo II, cosi evitando di doverli portare attraverso il temuto "Khumbu Icefall", le cascate dell'ghiacciaio del Khumbu. Gli elicotteri che portano del materiale al campo II cosi possono riportare i rifiuti in basso e gli Sherpa che portano in basso riceveranno 2 dollari a chilo portato in valle. Nonostante questo, le altre vette non godono di questi privilegi e sul lato tibetano l'inquinamento è anche forse maggiore, secondo alchuni visitatori della regione.

Un immagine del campo base

Ma ci sono anche altri problemi, cosi gli alpinisti nepalesi hanno consegnato una richiesta al ministro competente di finalmente ricevere, come gli alpinisti stranieri, un certificato per ogni vetta che scalano con successo, sopratutto in quanto dal 2016 anche loro devono pagare per il permesso di scalata, ma nessuno dei 256 alpinisti nepalesi che hanno scalato l'Everest nel 2016 ha ricevuto un certificato, contrario ai "colleghi" stranieri. Si aggiunge questo alle già non sempre facili relazioni dei ultimi anni, dove i nepalesi hanno ripetutamente fatto vedere che i tempi stanno cambiando e che non sono più solamente abili e fedeli compagni, ma che vogliono essere meglio protetti a parità dei alpinisti stranieri e trattati meglio dalle compagnie organizzatori e dal proprio governo. Molti ricorderanno la lite violenta di Steck e Moro per un percepito disrispetto verso i nepalesi o il rifiuto di procedere dopo una mega frana che lasciò 16 dei loro compaesani seppelliti.

Ci sarebbero ancora molte storie da raccontare, la stagione primaverile 2017 ha appena iniziato, speriamo che finisca con molti successi e possibilmente senza vittime. Continueranno critiche e record avvolte bizzarri e quasi la totalità dei alpinisti scalerà con l'aiuto di ossigeno, si raccoglierà dei rifiuti e non basterà, si fara un altra ripulita prossimo anno.

L'Everest sempre attira anche nel 2017 molte spedizioni alpine


Come spesso, le polemiche non mancano mai quando si parla di alpinismo, ma non solo, cosi dopo ben tre anni tornano gli "alpinisti" anche al Lhotse (8516 m) dopo che nel 2014 una valanga enorme e nel 2015 il terremoto e nel 2016 la morte di uno dei Sherpa,  Ang Furba Sherpa, che fissarono le corde fisse "impedirono" la salita in vetta. Cosi solo quest'anno si sale in vetta. Dopo che gli Climbing Sherpa hanno terminato a fissare le corde fisse, un indiano e una donna neozelandese hanno raggiunto la vetta e ben 100 altri tenteranno con l'aiuto delle corde fisse di arrivare in vetta. Corde fisse e ossigeno sono ormai la ricetta assieme ai elicotteri che volano fino al campo II (6400 m) per salire in vetta. Un pò ironico, ma manca solo una funivia e finalmente potremo tutti arrivare in cima al mondo!

Ryan Sean Davy, un film maker sudafricano con nessuna esperienza alpina (secondo lui stesso) ha provato a scalare l'Everest senza permesso, ma era stato scoperto e infine arrestato. Recentemente anche altri hanno avuto esperienze simili come lo statunitense Sean Burch che dice di aver scalato ben 31 montagne per primo nel ovest estremo del paese senza permesso o i tre spagnoli che hanno scalato il Karyolung (6,530m) e Numbur (6,958m) sempre senza permesso. Mentre Burch e i spagnoli sono alpinisti, Davy è un film maker senza gran successo, che probabilmente sopratutto voleva farsi pubblicità, visto che i documentari realizzati non erano dei successi economici. Di fatto è diventato famoso e per fortuna sua ha sopravvissuto la sua avventura, un impresa già pericolosissima per un alpinista. Sarà rilasciato ed espulso dal paese dalle autorità dopo che pagherà la multa di 22.000 Dollari americani.

Continua quindi la stagione alpinistica come la vita appunto e le vette continueranno attirare ancora sempre chi sa e chi meno sa scalare un 8000la. Tanto, altri non ci sono ... e oltre 400 tenteranno solo l'Everest.

Update 11 giugno 2017:

Un altro record si aggiunge all'Everest, ben 449 scalatori hanno ragiunto la vetta, di loro 190 stranieri. Dal 1953 ad oggi oltre 5000 persone hanno raggiunto la cima della montagna più`alta, mentre 5 sono i morti nel loro tentativo di salire l'Everst. Sul lato cinese/tibetano le autortà locali in accordo con il governo hanno deciso di chiudere le salite all'Everest per la stagione autunnale 2017 citando irregolarità e un passaggio illegale dal Tibet in Nepal passando sulla vetta (il governo nepalese ha fatto pagare una penalità al scalatore polacco). La montagna senza dubbio attira nonostan le mille polemiche anche oggi e certamente ancora in futuro. 

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